Devo occuparmi di tutto io!

 

 

Come delegare

 

 

 

Devo occuparmi di tutto io!

Quante volte abbiamo detto questa frase! Eppure delegare è necessario, vediamo quindi cinque regole d’oro per farlo nella maniera migliore:

  1. dobbiamo dare sempre mansioni specifiche, non possiamo aspettarci che gli capiscano i nostri desideri, specifichiamo quindi in base a quali parametri sarà giudicato il lavoro, così la persona delegata potrà concentrarsi su quello che a noi interessa davvero;
  2. una volta spiegato il lavoro o l’obiettivo da raggiungere, chiedere un riscontro per accertarsi che sia stato compreso e che il lavoratore accetti esplicitamente la responsabilità;
  3. se ci sono dei dubbi, formare la persona trasferendo le competenze necessarie;
  4. dopo aver delegato una specifica responsabilità occorre dare fiducia e intromettersi il meno possibile in quell’ambito;
  5. dare successivamente un riscontro positivo sul lavoro fatto e inserire eventuali correzioni.

 
Se vi serve una mano chiamateci, siamo sempre a vostra disposizione per aiutarvi a gestire al meglio il rapporto di lavoro.


 


 

 

Agenzia per il Lavoro e Centro Elaborazione Dati 
Autorizzazione Ministeriale 0000091.25.07.2018

Come fare un rimprovero

 

A nessuno piace fare la parte del cattivo!

A volte però è necessario richiamare il lavoratore per correggere un comportamento sbagliato.

Ecco allora 4 consigli dai nostri esperti per gestire al meglio i rimproveri:

1.       essere specifici, descrivere esattamente qual è il comportamento sbagliato e perché lo è, non ha senso rivangare il passato o generalizzare, evitiamo quindi frasi come “arrivi sempre in ritardo”, diciamo piuttosto “ieri ti aspettavo alle 8 e sei arrivato con 30 minuti di ritardo, questo mi ha creato un problema perché ho dovuto aspettarti e quindi anche io ho fatto tardi”;

2.       criticare l’azione e non la persona, non vogliamo infatti cambiare il carattere della persona ma solo migliorarne le prestazioni, nello stesso esempio di prima quindi non diremo “sei inaffidabile” ma soltanto “alcuni giorni non hai rispettato gli orari”;

3.       offrire una via di uscita, il rimprovero non deve essere una condanna ma un aiuto a migliorare, si può quindi fare una valutazione insieme per decidere come risolvere il problema, ad esempio spostando in avanti l’orario di lavoro, oppure indicando che autobus prendere e a quale orario. Se non si offre una soluzione la persona penserà di non essere capace e rinuncerà a migliorare senza nemmeno provarci;

4.       concludere in maniera positiva, infatti l’ultima emozione provata durante la conversazione sarà quella che rimarrà nel ricordo quindi una chiusura positiva è sempre auspicabile; ad esempio “sono contenta che abbiamo parlato del problema e abbiamo trovato una soluzione, ti ringrazio per la disponibilità che hai dimostrato”.

Se vi serve una mano, siamo sempre a vostra disposizione per aiutarvi a gestire al meglio il rapporto di lavoro.

Come gestire le lamentele?

 

Per quanto il rapporto di lavoro sia buono, prima o poi, succederà che il lavoratore si lamenterà di qualcosa. Come reagire in questi casi?

Focalizzarsi sugli stati d’animo, non è importante il fatto concreto, ma come la persona si sente in conseguenza di questo quindi ascoltare sempre, non solo i fatti ma anche le emozioni, per la persona che le prova sono altrettanto concrete

lasciare sfogare la rabbia, in questo modo tenderà a calare spontaneamente e si potrà, successivamente, condurre lo stato d’animo verso il desiderio di risolvere il problema

cercare insieme la soluzione, la soluzione deve essere sempre condivisa, non può essere imposta dall’alto

verificare periodicamente i risultati e, nel caso, correggere la strategia.

 

Se avete bisogno di aiuto potete scriverci o chiamarci.

Devo occuparmi di tutto io!

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